di Martyn Cornell

Trecento anni fa, la parola porter compariva per la prima volta (per quanto ne sappiamo) su un supporto stampato per indicare il nome di un tipo di birra.

La citazione apparve su un volantino datato mercoledì 22 maggio 1721 e fu scritta dall’allora ventitreenne opinionista satirico liberale Nicholas Amhurst (1697-1742). Amhurst insinuò che la porter fosse una bevanda per persone povere e scrisse che “i liberali… pensano che persino la povertà sia nettamente preferibile alla schiavitù; preferiscono cenare in una locanda con manzo, cavoli e porter che remare fino allo stremo o marcire in una prigione buia e puzzolente.”

Nicholas Amhurst, che sarebbe giustamente arrabbiato di sapere che viene ricordato unicamente per aver citato una volta la porter…

Il fatto che Amhurst (sepolto a Twickenham, meno di due chilometri e mezzo da dove sto scrivendo questo articolo) non sentì l’esigenza di spiegare cosa fosse la porter, suggerisce che questa parola fosse familiare al suo pubblico, sebbene nessuno l’avesse mai stampata prima. Nonostante questo, solo tre anni dopo, nel 1724, Daniel Defoe, nel descrivere alcune conversazioni tenute con domestici e altri servitori, disse che avevano avuto luogo “su un boccale di Porter, come chiamano la birra della loro Alehouse (la locanda produttiva),” suggerendo che la parola porter con il significato di tipo di birra fosse ancora abbastanza sconosciuto ai suoi lettori da richiedere una spiegazione.

Eppure, il viaggiatore svizzero César-François de Saussure, che visitò Londra per un lungo soggiorno l’anno successivo, nel 1725, conosceva questa parola, sebbene la sua prova non sia schiacciante quanto si pensa di solito. De Saussure, in realtà, scrisse il racconto sul suo viaggio in Inghilterra dieci o dodici anni dopo, all’inizio degli anni ’40, sotto forma di lettere indirizzate a un “amico” anonimo che il lettore poteva supporre fossero state scritte mentre l’autore si trovava in Inghilterra, nel suo alloggio di East Sheen, Surrey (circa 6km dal punto in cui sono seduto), e i suoi ricordi potrebbero essere stati ravvivati da una seconda visita a Londra nel 1739/40, quando porter era definitivamente una parola sulla bocca di tutti (in tutti i sensi), quindi il suo resoconto potrebbe non essere esattamente fedele a quelle che erano le condizioni reali a metà degli anni ’20. Il passaggio riguardante la porter viene citato spesso nei testi storici sulla birra (solitamente come se si trattasse di una lettera autentica del 1726 piuttosto che di una lettera fittizia scritta attorno al 1741). Credo valga la pena di riportare l’originale francese, dal momento che spesso le traduzioni non rendono giustizia al tentativo di Saussure di spiegare le origini della parola porter, cimentandosi con le sfumature dei termini porter/porteur:

Croiriez-vous bien, que quoiqu’on ait l’eau en abondance à Londres & qu’elle soit assez bonne, cependant on n’y en boit absolument point? Le petit peuple, même les mendians ne savent ce que c’est que de se désaltérer avec de l’eau. On ne boit dans ce pays que de la bière. Il y en a de plusieurs qualités. La petite bière est celle dont tout le monde se sert pour se désaltérer; elle ne coûte qu’un sol le pot et se trouve même sur les meilleures tables. Une autre espèce est connue sous le nom de porter, c’est-à-dire porteur, parce que les porteurs ou portefaix, & tout le petit peuple, en boit beaucoup; c’est une bière épaisse & forte, qui fait le même effet que le vin, quand on en boit une certaine quantité; elle coûte trois sols le pot.

Un Fellowship porter, a sinistra, e un Ticket o Street porter[1], a destra: coloro che hanno dato il nome alla loro birra preferita…

Nel tentativo di riportare quello che De Saussure ha detto e considerando i due diversi significati di “porteur”, la mia traduzione è la seguente:

“Potete credere che, nonostante ci sia abbondanza di acqua a Londra e che sia di buona qualità, nessuno la beve? La gente comune, inclusi i mendicanti, non sa cosa significhi spegnere la sete con l’acqua. In questo paese non si beve altro che birra. Ce ne sono di diversi tipi. Quella piccola è quella che usano tutti per spegnere la propria sete, costa solo un penny al boccale e si trova anche sulle migliori tavole. Un altro tipo è conosciuta con il nome di “porter”, cioè “trasportatore”, perché i trasportatori o facchini e tutta la gente comune ne bevono molta; è una birra densa e forte che fa lo stesso effetto del vino, quando se ne beve una certa quantità. Costa 3 penny al boccale.”

Tra parentesi: ecco un’altra smentita del fatto che le persone bevessero birra perché l’acqua non era buona.

Qualcuno ha affermato che la prima apparizione della parola porter utilizzata per indicare una bevanda fosse avvenuta nella poesia “A Town Eclogue” di Jonathan Swift, pubblicata per la prima volta nel periodico The Tatler nel 1710 e ambientato nel Royal Exchange di Londra, nella quale si parla di “porter’s ale”. Inoltre, Alexander Pope, amico di Swift, nel 1716 parlò di eliminare i libri scritti da autori “cresciuti a piselli da foraggio, fegato di manzo e Porter’s Ale”. È poco probabile, però, che porter come nome della tanto popolare bevanda brassata a Londra sia l’abbreviazione della “porter’s ale” di Swift e Pope perché la porter era una beer (una birra abbondantemente luppolata), non una ale (una birra leggermente luppolata): nel XVIII sec. la distinzione tra queste due bevande maltate veniva ancora osservata rigidamente. Il nome porter non appare tra i vari tipi di ale e beer elencati nel Vade Mecum for Malt Worms, o Guide for Malt Worms, la guida in versi ai pub di Londra divisa in due parti scritte verso il 1716-1720, sebbene venga citata una locanda di Shoe Lane, a Londra, “piena di gente avvezza alle bevande alcoliche dei porter (i trasportatori).”

Il badge ufficiale di un Fellowship porter, realizzato in ottone e cuoio e raffigurante il nome del proprietario e lo stemma della città di Londra

Due decenni prima, nel 1703, l’autore, poeta e locandiere Ned Ward aveva scritto di una bevanda che chiamava “Porters Guzzle” (che potrebbe tradursi come Abbuffata dei Porter) indicandola come ingrediente di una colazione veloce ed economica che sembrava essere una versione del Welsh Rarebit, o Rabbit, un piatto composto da un toast sormontato da una salsa di birra e formaggio: ”un piatto dal valore di un penny composto da pane abbrustolito ammorbidito in un boccale di Porters Guzzle, arricchito da una fetta di formaggio Cheshire.” Ma questo episodio avvenne troppo presto per essere considerato una citazione della parola porter come fu conosciuta in seguito. Ne è prova il fatto che le tecniche di maggiore luppolatura e maturazione prolungata si diffusero tra i birrai londinesi, come i Parsons del birrificio Red Lion di St Katharine’s, vicino alla Torre di Londra, solo attorno o poco dopo il 1713, quando l’originale birra scura londinese (la London Brown Ale) fu trasformata in porter, la bevanda che sarebbe arrivata a conquistare il mondo.


[1] NdT: la differenza tra Fellowship Porters e Ticket Porters è efficacemente spiegata in questo articolo di Martin Cornell: https://ibigdellabirra.com/2021/02/02/i-porters-londinesi/


Testo originale:

http://zythophile.co.uk/2020/05/22/today-is-299-years-exactly-since-the-first-known-mention-of-porter/

Autore: Martyn Cornell

Data di pubblicazione: 22 maggio 2020

NdT: La traduzione presenta una lieve discrepanza con il testo originale in quanto il conteggio degli anni trascorsi dalla prima citazione, presente nel titolo e nel primo paragrafo, è stato aggiornato grazie al consenso dell’autore.


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